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L'Essenza: Fiore di Profumo e Dolcezza

In un tempo senza tempo, dove le anime errano in cerca di un’unione smarrita, si stagliava la figura di Psiche, eterna cercatrice di amore. Da quando l’amore le era stato strappato via, un vuoto profondo si era insinuato nel suo cuore, spingendola costantemente a cercare quel sentimento perduto. E così, mentre Psiche cercava, l’amore rispondeva alle sue invocazioni, danzando tra le pieghe del destino. Era in un momento di quiete e di riflessione che Psiche si interrogava sul mistero della sua connessione con un’altra parte, un’altra essenza che vibrava in sintonia con la sua. Forse, si chiedeva, quella parte era il riflesso oscuro della sua anima, il dolore insito in ogni gioia, il sapore amaro che esaltava il dolce. Era l’altezza della sua grandezza interiore, la luce che rischiarava le tenebre del suo essere, il colore che dipingeva le sfumature della sua esistenza.Quell’altra parte, dallo spirito selvaggio e indomabile, era eternamente fuori dagli schemi, una presenza irrefrenabile che sfuggiva ad ogni tentativo di comprendere la sua essenza. Era come una medicina curativa e allo stesso tempo una tisana ristoratrice, un piacere estremo che poteva ferire e allo stesso tempo lenire. Era il rifugio nella notte oscura, il bagno caldo che scioglieva il freddo dell’inverno, un balsamo per l’anima tormentata. Quel legame intenso e travolgente era come un incantesimo, un richiamo irresistibile che non poteva essere ignorato. Era il canto di sirene che affascinava e pericoloso, il bacio rubato che si trasformava in un ricordo persistente, il sapore del cioccolato fondente che persisteva sulle labbra dopo il gesto d’amore. Quell’altra parte rappresentava tutto e niente, la parte migliore e più oscura di Psiche, un’essenza inscindibile dal suo essere. Eppure, nonostante le difficoltà e le sfide, Psiche rimaneva fedele a sé stessa, consapevole della sua unicità e del suo valore. Era come un fiore che continuava a rinascere nonostante leavversità, un profumo che si diffondeva nell’aria anche quando veniva calpestato. E così lei, tu, io, noi un tutt'uno, che eravamo la stessa persona, la stessa psiche, la stessa anima, danzavamo fino all'alba di ogni mattina, aspettando il sole del nuovo giorno per vivere la bellezza della nostra unione complementare e unica, della nostra vita vivace, della nostra storia di amore, modulata come solo noi potevamo fare.

Da un brano di Chiara Versetti 

DonE


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DOMENICA POMERIGGIO A SETTIMO MILANESE




Maria Pia Carola, la stupefacente pianista milanese

 

Un concerto per le stagioni della vita

Sabato scorso 8 novembre sera ho avuto il privilegio di assistere all’esecuzione completa di “Le Stagioni, Op. 37a” di Pëtr Il’ič Čajkovskij interpretata magistralmente da Maria Pia Carola, presso l’Associazione culturale I Ricostruttori di Milano. Questo ciclo per pianoforte, composto da dodici pezzi brevi, uno per ogni mese dell’anno, è noto per la sua combinazione di lirismo poetico e virtuosismo tecnico, e vederlo eseguito in un contesto dal vivo è un’esperienza che trascende la semplice ascolto musicale. Ogni pezzo ha preso vita sotto le mani di Carola, le cui dita sembravano animate da una forza e una precisione incredibili. La tecnica impeccabile si combinava a una sensibilità interpretativa che permetteva di percepire l’anima di ogni mese: il gelo e la solennità dell’inverno, la dolcezza dei primi germogli di primavera, la vitalità dell’estate, la malinconia e il colore dell’autunno. Ogni nota, ogni frase musicale, era trasmessa con una naturalezza espressiva che sembrava far vibrare lo spazio intorno, trasformando la sala in un luogo sospeso tra tempo, memoria e emozione. La difficoltà tecnica dei pezzi, spesso sottovalutata se ascoltata su registrazioni, emergeva in tutta la sua complessità dal vivo: passaggi rapidi, arpeggi delicati, trilli, legati sottili e dinamiche sofisticate venivano affrontati con una sicurezza e una fluidità straordinarie. Ma ciò che colpiva maggiormente non era solo la perfezione tecnica, quanto la capacità di trasmettere emozione, di raccontare storie attraverso il suono, di rendere ogni mese un piccolo universo musicale. Partecipare a questa esperienza musicale è stato uno spettacolo per gli occhi, per le orecchie e per l’anima. La performance di Maria Pia Carola non era soltanto un’esecuzione pianistica: era un’esperienza di comunione emotiva e artistica, un incontro diretto con la bellezza e l’energia della musica di Tchaikovsky, resa viva da una delle interpreti più sensibili e raffinate della scena contemporanea.


Ermanno Faccio

Comitato redazionale


Maria Pia Carola


Formazione e carriera

  • Carola ha studiato al Conservatorio di Milano, diplomandosi con massimo dei voti e lode. (Ntacalabria.it)

  • Successivamente ha perfezionato la sua formazione con noti maestri: tra gli altri Guido Agosti (Diploma di Merito all’Accademia Chigiana), Paul Badura‑Skoda, Franco Scala, Boris Petrushanskiy e Lazar Berman. (Ntacalabria.it)

  • Dal materiale promozionale risulta che ha vinto diversi concorsi nazionali ed internazionali all’inizio della sua carriera. (Brianza Classica)

  • Si è esibita in qualità di solista con varie orchestre in numerosi paesi, ottenendo consensi sia dal pubblico sia dalla critica. (Ntacalabria.it)


Stile interpretativo e repertorio

  • Il suo repertorio include non solo i capolavori della letteratura pianistica classica, ma anche una rilevante attenzione alla musica del primo ’900 — in particolare compositori come Maurice Ravel, Sergei Rachmaninoff, Claude Debussy, Alexander Scriabin. (aousassari.it)

  • Lo stile è descritto come “naturale espressività, raffinatezza e capacità di alternare effetti coloristici di vivida lucentezza a momenti d’ispirato lirismo”. (aousassari.it)

  • È anche segnalata una spiccata versatilità: accanto all’attività solistica, ha svolto intensa attività cameristica e ha collaborato a progetti legati alla musica contemporanea. (Brianza Classica)


Tecnica e qualità interpretative

  • La preparazione tecnica appare solida: studi con insegnanti di rilievo, concorsi vinti e repertorio impegnativo scelto suggeriscono un livello elevato.

  • Interpretativamente, la critica ne apprezza la “raffinatezza” e la capacità di “alternare effetti coloristici … a momenti lirici”. Questo indica una tecnica non solo funzionale ma anche raffinata dal punto di vista espressivo. (aousassari.it)

  • Non ho trovato – nelle fonti reperite – dettagli tecnici approfonditi (come ad esempio uso del polso, digitazione, pedalizzazione, approccio al fraseggio) che siano stati oggetto di pubbliche recensioni critiche estese.

  • Va segnalato che la presenza di attività nella musica contemporanea e nell’integrazione con arti visive appare un elemento distintivo: “Dal 1984 al 1990 ha collaborato … per l’esecuzione e diffusione della musica contemporanea […] spinta da un amore profondo per l’arte in generale e per la musica in tutte le sue più diverse espressioni.” (Brianza Classica)


Fama e diffusione

  • Maria Pia Carola gode di una buona reputazione nel panorama concertistico italiano e internazionale: viene indicata come “acclamata in teatri e sale da concerto di Europa, Stati Uniti, Giappone, Sud Africa” in un documento di presentazione. (aousassari.it)

  • Del resto, la sua attività su vari continenti e con collaborazioni internazionali testimonia una diffusione non esclusivamente locale.

  • Tuttavia, non ho rintracciato fonti che la definiscano una figura globalmente riconosciuta al livello delle superstar pianistiche mondiali — la visibilità pare più centrata sull’ambito specialistico/classico e concertistico.



Maria Pia Carola appare come una pianista ottimamente preparata, con buona formazione, ampio repertorio, e capacità espressive che mettono in risalto sia la tecnica sia la sensibilità artistica. È apprezzata per la raffinata interpretazione, la versatilità e l’apertura verso la musica contemporanea. La sua fama è solida nel circuito concertistico internazionale, sebbene forse non abbia ancora – secondo le fonti disponibili – la notorietà di livello “popolare mondiale”.


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Chi come me: Opera dinamica e positiva


Chi come me: Opera unica nel suo genere di matrice concettuale ebraica e quindi dinamicissima e molto positiva, in atto unico, divertente coinvolgente e istruttiva, che mete a confronto 5 ragazzi con sindromi diverse che condividono una convivenza in un istituto per la sanità de mente dove si vedono le difficoltà che incontra il medico curante e le critiche sociali che riceve dai suoi stessi pazienti adolescenti, unitamente a quelle che riceve la docente di teatro terapia che porta l'esperimento dei giochi collettivi in clinica. Bravura magistrale degli attori pluri interpretativi, contemporaneamente nei ruoli di genitori ricchi snob, dei genitori pragmatici mercanti, dei genitori festosi ebraici, che hanno una velocità di scena e di cambio di costume sconvolgenti, tanti che riescono pure a recitare tenendo due costumi contemporaneamente, mentre rispondono da un personaggio all'altro, in una accelerazione scenica concepita per creare una specie di orgasmo coinvolgente specialmente nel pubblico più fortunato che ha preso posto accanto ai lettucci dei giovani ricoverati. Tale vicinanza scenica é fondamentale, per assorbire la recita magistrale di ciascuna sindrome che i ragazzi sanno interpretare con minuzia realistica sconvolgente che ti trasferiscono guardandoti negli occhi, tanto che ti senti coinvolto e vorresti partecipare al dialogo complessivo, che si instaura tra i pazzi. Un plauso per la riuscita complessiva della energia scenica, emotiva, sensazionale, e coinvolgente che gli artisti riescono a profondere nell'anima degli spettatori, tale da costituire un riferimento importante sia per i professionisti della psico terapia che per gli stessi appassionati della materia. La resa scenica, la scelta delle musiche, degli effetti, dei suoni e delle luci creata dai registri dietro le quinte,  quanto la struttura ricettiva aperta e connettiva del teatro Parenti Stesso, riescono a fare del soggetto teatrale tecnico interpretato, un'esperienza unica e insostituibile per spiegare l'esperienza clinica e i casi umani sottostanti.
Personalmente mi sono, praticamente,  innamorato di Alma.


Redazione Artistica Psicologica Teatro terapica.
Don Erman

L'Essenza: Fiore di Profumo e Dolcezza

In un tempo senza tempo, dove le anime errano in cerca di un’unione smarrita, si stagliava la figura di Psiche, eterna cercatrice di amore. ...